Reggio Emilia, Province of Reggio Emilia, Italy

©2019 by Ali Beidoun

Look again, you might have missed a detail!

October 7, 2017

 

After a one week residence at Compagnia Pietribiasi/Tedeschi's space, Re-morph group is presenting their theatrical work in progress, Friday the 6th of October 2017, at 21:00."Look again, you might have missed a detail" is a performance by Lara Mrouè & Ali Beidoun.The vision of two charcaters who are trying to define themselves and their roles in a world that is shifting between virtuality and reality.Backgorund's research:That plastic, social and political animal submerged us.A new urge to show ourselves on social media transformed the human body into a plastic and a digital machine. Today this system became an inseparable part of our lives. Slowly, by neutralising the impact of a disaster, we are relating the indifference to the modernism.The digital body created a rupture with the intimacy and the taboo of the society. This epidemical new body, erected by the other's misery has delocalised reality from its context.This body is exposed to a new socio-political dimension, with an alterity between the digital and the gestural structure. It created a repulsive and an attractive combination towards the incapacity of the human being who is facing the deformity and the deterioration.Would we transcend all our limits in order to theatricalise the tragedy, so that we give an intense meaning of our daily living? Till what exact point are we ready to realise this project of robotisation and banalisation of the body and the emotions of the human being?

 

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A seguito di una residenza di una settimana nello spazio della Compagnia Pietribiasi/Tedeschi, il collettivo Re-morph presenta la prima restituzione teatrale di un loro work in progress il Venerdì 6 Ottobre 2017, alle 21:00. "Gaurdaci ancora, potresti aver perso un dettaglio" è una performance di Lara Mrouè e Ali Beidoun.

 

La visione di due personagi che stanno provando di ridefinire loro stessi e i loro ruoli in un mondo che si sposta tra il virtuale e il reale.

 

Il background della ricerca:

C’è un animale plastico, sociale e politico che ci avvolge.Una nuova urgenza di farci veder sui social, ha trasformato il corpo umano in una macchina digitale e “plasticosa”. Oramai il tutto è diventato una parte inseparabile dalle nostre vite.Pian piano, neutralizzando l’impatto della catastrofe, l’indifferenza sta facendo parte del modernismo.Il corpo digitale ha creato una rottura con l’intimità e il taboo della società. Questo nuovo corpo epidemico, eretto dalle miserie degli altri, ha deterritorializzato la realtà dal suo contesto.Questo corpo è esposto a una nuova dimensione socio-politica, con una struttura contraddittoria tra il gestuale e il digitale. Ha creato una combinazione repulsiva ma anche attrattiva nei confronti dell’impotenza umana che affronta la deformità e il deterioramento.Vorremmo sorpassare tutti i nostri limiti al fine di rendere teatrale la tragedia e la crisi, cosi diamo un senso intenso del nostro empirico quotidiano? Fino a che punto siamo pronti a realizzare un progetto di robotizzazione e banalizzazione del corpo e delle emozioni umane?

 

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